
La destabilizzazione geopolitica colpisce esattamente il percorso delle antiche vie della seta e il percorso meridionale dell’attuale Ponte di Sviluppo Eurasiatico, cioè le arterie indispensabili di un’integrazione infrastrutturale eurasiatica.
La guerra in Irak del 1991 e il conflitto Kurdo 1 hanno bloccato una via di collegamento tra Europa, Medio Oriente e Asia. La Guerra dei Balcani 2 ha bloccato la navigazione danubiana, ed ha impedito la costruzione del collegamento ferroviario tra il Sudest Europa e la Turchia. I conflitti nella regione caucasica 3 hanno bloccato i collegamenti ferroviari da costruire tra Europa, Russia europea e Medio Oriente interrompendo inoltre il flusso di petrolio che da Baku attraversa la Russia per arrivare in occidente. Il perenne conflitto afghano 4, i diversi focolai in Asia Centrale 5, i rischi di insurrezione nella provincia cinese del Xinjiang 6, boccano i principali corridoi di collegmento necessari tra Cina, Medio Oriente e l’Europa. La minaccia di un conflitto tra India e Pakistan 7 ostacolerebbe lo sviluppo delle linee ferroviarie lungo la via della seta meridionale.
[Solidarietà, anno VII n. 4, novembre 1999]
La destabilizzazione geopolitica globale
I sempre più frequenti focolai di crisi strategica sono alimentati da un unico centro di coordinamento
Il mondo è scivolato in un nuovo girone di conflitti armati. Dopo le aggressioni in Irak e nei Balcani, ciò che a partire dall'estate sta avvenendo in Indonesia, in Asia Centrale e nella regione caucasica, insieme all’ondata di terrore che ha scosso la Russia, costituisce un livello qualitativo nuovo di destabilizzazione di portata globale
Solidarietà sostiene che c’è una coordinazione, una "stanza dei bottoni", dove i conflitti strategici, sia quelli condotti sotto le "sacre bandiere" dell’ONU e della NATO sia quelli condotti con il terrorismo cieco, vengono innescati e manipolati.
Zbignew Brzezinski, che fu il consigliere di sicurezza nazionale USA del Presidente Carter, è il più noto esponente attuale del pensiero geopolitico. È l’autore del libro "The Grand Chessboard" di cui ha recentemente riproposto il contenuto in una serie di articoli sulla rivista Foreign Affairs.
La geopolitica risale all’Inghilterra di Edoardo VII ed ha i suoi massimi luminari nell’inglese Halford Mackinder e nel tedesco Karl Haushofer. Con quelle dottrine l’Inghilterra ha orchestrato la Prima e la Seconda guerra mondiale per impedire che il continente eurasiatico si integrasse e desse vita ad un decisivo sviluppo economico mondiale.
Già negli anni di Carter, Brzezinski si fece promotore della teoria dell’Arco di Crisi, cioè la destabilizzazione di tutti i paesi che vanno dal vicino all’estremo oriente tramite conflitti etnico-religiosi o dispute territoriali. Allora la scusa con cui ci si riprometteva di perseguire questa strategia era quella di "lavorare ai fianchi" l’impero sovietico. Oggi la razionalizzazione in voga è la teoria sui "conflitti di razze e di religioni" di Samuel Huntington.
L’EIR ha prodotto diversi studi sulle teorie di Brzezinski mettendo anche in luce i suoi interessi personali nelle compagnie petrolifere che contano di appropriarsi degli enormi giacimenti dell’Asia Centrale.
Lyndon LaRouche ha in diverse occasioni denunciato la follia geopolitica in quanto comporta il rischio sempre più concreto di un nuovo conflitto mondiale ribadendo questo suo monito in una dichiarazione sulla crisi di Timor Est .
Sul piano politico e diplomatico, a tessere le trame di Brzezinski c’è la sua discepola Madeline Albright, il segretario di Stato USA che notoriamente segue un’impostazione tutt’altro che "in sintonia" con i propositi politici di un Presidente Clinton ormai debilitato da scandali e "veleni".
A Washington è risaputo che la Albright sia convinta che gli avvenimenti che scuotono i Balcani, l’Indonesia, la Russia, ecc. costituiscano una opportunità unica per la realizzazione di una globale "comunità di democrazie", un’espressione in cui riassume il suo programma politico. In realtà è solo un eufemismo dietro cui si cela il programma di interventi illimitati da parte dell’alleanza tra USA, Inghilterra e altri paesi del Commonwealth negli affari di qualsiasi stato nazionale.
Questa formula, secondo alcuni osservatori qualificati, rappresenta una tarda riedizione del programma "Progetto Democrazia" della politica estera e di sicurezza dell’epoca Reagan-Bush. Si trattava di un programma in cui la "democratizzazione a tutti i costi" serviva in realtà a giustificare i traffici di armi in cambio di droga dell’Iran/Contras, gestiti direttamente da Bush (senior). In quel progetto la Albright ricoprì un ruolo notevole con un incarico ufficiale. Per questo rinnovato Progetto Democrazia, sotto il nome di "comunità di democrazie", la Albright starebbe attualmente mobilitando tutta una serie di organizzazioni non governative, le NGO.
Chi si sforza di individuare i fili tra burattini e burattinai dovrebbe leggere il libro di Jim Huntley "Pax Americana", pubblicato nel 1998, in cui si auspica la costituzione di una "unione di democrazie" sotto una preminenza americana, ovviamente solo nominale. Si dice infatti che il libro avrebbe affascinato la Albright al punto da farne la sua bandiera e il suo programma. L’autore è un professore ultrasettantenne che ha insegnato per tanti anni all’Atlantic College del Galles, università nota per l’influenza che vi ha per lungo tempo esercitato lord Louis Mountbatten, esponente di spicco della famiglia reale inglese.
Il libro è dedicato a Clarence Streit, uno dei pochissimi americani ammessi nel "The Milner Group", centro ristretto di coordinamento dell’intera Tavola Rotonda londinese. Streit gestiva l’organizzazione delle borse di studio Rhodes grazie alle quali gli americani più "idonei" venivano fatti studiare a Oxford, secondo i precetti stabiliti dal massimo fautore dell’imperialismo inglese Cecil Rhodes.
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Stati e territori autonomi della regione dal 1870 ad oggi |
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Gli stati del Medio oriente indipendenti nel 1870 |
IRAN (1870-)
Regno di Persia indipendente dal 1729 (spartito tra russi e britannici dal 1907 al 1919, protettorato britannico dal 1919 al 1921), Monarchia fino al 1979, cambio del nome [Iran] nal 1935 |
TURCHIA (1870-)
Impero Ottomano dal 1290 al 1922, Repubblica dal 1923 |
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| Gli stati del Medio oriente indipendenti negli anni successivi |
NEGED (1902-1932)
Parte [Arabia turca] dell'Impero Ottomano, Regno indipendente dal 1902, membro dell'Arabia Saudita dal 1932 |
HIGIAZ (1916-1926)
Parte [Arabia turca] dell'Impero Ottomano, Regno indipendente dal 1916, annesso da Neged nel 1926, membro dell'Arabia Saudita dal 1932 |
ARMENIA (1918-1920, 1991-)
Diviso tra l'Impero Ottomano e l'Impero Russo (parte del Vicereame del Caucaso dal 1844), membro della Transcaucasia nel 1918, Stato indipendente dal 1918 al 1920, Repubblica Sovietica dal 1920 (autonoma nella Transcaucasia dal 1922 al 1936, membro dell'Unione Sovietica dal 1936 dal 1991), Stato indipendente dal 1991 |
AZERBAIGIAN (1918-1920, 1991-)
Sotto l'Impero Russo dal 1806 (parte del Vicereame del Caucaso dal 1844), membro della Transcaucasia nel 1918, Stato indipendente dal 1918 al 1920, Repubblica Sovietica dal 1920 (autonoma nella Transcaucasia dal 1922 al 1936, membro dell'Unione Sovietica dal 1936 al 1991), Stato indipendente dal 1991 |
GEORGIA (1918-1921, 1991-)
Sotto l'Impero Russo dal 1802 (parte del Vicereame del Caucaso dal 1844), membro della Transcaucasia nel 1918, Stato indipendente dal 1918 al 1921, Repubblica Sovietica dal 1921 (autonoma nella Transcaucasia dal 1922 al 1936, membro dell'Unione Sovietica dal 1922 al 1991), Stato indipendente dal 1991 |
TRANSCAUCASIA (1918-1918)
Parte [Vicereame del Caucaso] dell'Impero Russo dal 1844 al 1917, Federazione di Stati nel 1918, Federazione di Repubbliche Sovietiche (membro dell'Unione Sovietica) dal 1922 al 1936 |
YEMEN (1918-)
Parte dell'Impero Ottomano dal 1517, Regno indipendente dal 1918 (confederato con la Repubblica Araba Unita dal 1958 al 1961), unificazione con lo Yemen del Sud dal 1990 |
ARABIA SAUDITA (1932-)
Regno nato nel 1932 dall'unione di Neged, Higiaz, Asir, Najran e al-Hasa |
IRAQ (1932-)
Parte [Mesopotamia] dell'Impero Ottomano dal 1534, protettorato britannico [Iraq] dal 1919, Stato indipendente dal 1932 (occupazione britannica dal 1941 al 1945, Regno fino al 1958, membro dell'Unione Araba nel 1958, occupazione anglo-americana nel 2003) |
LIBANO (1941-)
Parte dell'Impero Ottomano dal 1516, protettorato francese dal 1918, Stato indipendente dal 1943; parte meridionale: occupazione israeliana dal 1982 al 1985 |
GIORDANIA (1946-)
Parte dell'Impero Ottomano dal 1516, parte [Transgiordania] del mandato britannico della Palestina dal 1920 (separato dalla Palestina dal 1923), Regno indipendente dal 1946, cambio nome [Giordania] dal 1949 (membro dell'Unione Araba nel 1958) |
SIRIA (1946-)
Parte dell'Impero Ottomano dal 1516, protettorato britannico dal 1910, Regno di Siria sotto protettorato francese dal 1920 (occupazione britannica dal 1941 al 1945), Stato indipendente dal 1946 (membro della Repubblica Araba Unita dal 1958 al 1961) |
ISRAELE (1948-)
Parte dell'Impero Ottomano dal 1516, possedimento britannico dal 1918, parte del mandato della Palestina dal 1922, Regno indipendente [Israele] dal 1948 |
OMAN (1951-)
Sultanato di Mascate e Oman dal 1749, protettorato britannico dal 1891, Stato indipendente dal 1950 |
CIPRO (1960-)
Parte dell'Impero Ottomano dal 1570 (sotto amministrazione britannica dal 1878), possedimento britannico dal 1914, colonia dal 1925, Stato indipendente dal 1974 (occupazione turca della parte settentrionale dal 1974) |
KUWAIT (1961-)
Parte dell'Impero Ottomano dal 1534, protettorato britannico dal 1899, Emirato indipendente dal 1961 (occupazione irachena dal 1990 al 1991) |
YEMEN DEL SUD (1967-1990)
Protettorato britannico [Aden] dal 1873 (membro della federazione dell'Arabia del Sud dal 1959), Stato indipendente dal 1967, unificato allo Yemen del Nord dal 1990 |
BAHREIN (1971-)
Protettorato britannico dal 1820 (autonomia dal 1961), Stato indipendente dal 1971 |
EMIRATI ARABI (1971-)
Emirati locali [Stati della tregua] dal 1953, sotto protettorato britannico dal 1892, Federazione indipendente di emirati dal 1971 |
QATAR (1971-)
Protettorato dell'Impero Ottomano dal 1871, protettorato britannico dal 1916, Stato indipendente dal 1971 |
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| Territori e regioni autonome ma non indipendenti |
Alture del Golan
Parte della Siria sotto occupazione israeliana dal 1967, possedimento israeliano dal 1981 |
Cipro del Nord
Parte di Cipro sotto occupazione turca dal 1974, Stato non riconosciuto dal 1983 |
Palestina
Parte dell'Impero Ottomano dal 1516, possedimento britannico dal 1918, parte del mandato della Palestina dal 1922, divisa tra Egitto, Israele e Giordania dal 1948, occupazione israeliana dal 1967 al 1993, amministrazione palestinese dal 1994 |
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| Grandi città e agglomerati urbani del Medio oriente dal 1900 ad oggi |
| 1900 |
TEHERAN (280.000), Baku (179.000), Tbilisi (160.000) |
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| 1920 |
TBILISI (347.000), Baku (250.000), Baghdad (225.000) |
| 1940 |
BAKU (809.000), Teheran (531.000), Tbilisi (519.000) |
| 1960 |
TEHERAN (2.317.000), Baku (968.000), Baghdad (827.000) |
| 1980 |
TEHERAN (5.734.000), Baghdad (3.236.000), Baku (1.638.000) |
| 2000 |
TEHERAN (6.759.000), Riyadh (4.730.000), Baghdad (4.478.000) |
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FONTE: http://www.batsweb.org
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